CURA MOSTRE

A Mia Fair 2017 "Jazz Icons", la collezione per il centenario del primo disco jazz

(Louis Armstrong, Juan-les-Pins, 1967 © Roberto Polillo)

Al MIA Photo Fair 2017 a Milano, in programma dal 10 al 13 marzo, Roberto Polillo ricorda il centenario del primo disco Jazz con la mostra “Jazz Icons”, tutta dedicata ai grandi protagonisti della musica jazz. Un secolo fa a New York veniva infatti registrato "Livery Stable Blues", il primo disco Jazz della storia, firmato da Nick La Rocca e dalla sua “Original Dixieland Jass Band”, un complesso composto di soli bianchi. Il padre di La Rocca, ciabattino siciliano di Salaparuta emigrato in Louisiana anni prima, aveva suonato nella fanfara dei bersaglieri del generale Lamarmora e aveva insegnato al figlio l’amore per la musica, da suonare preferibilmente in gruppo. La cultura della banda di paese delle cittadine dell’Italia meridionale si mescolava così ai tipici ritmi della musica nera facendo nascere un nuovo mix esplosivo che avrebbe rivoluzionato la musica contemporanea. È per celebrare la ricorrenza che Roberto Polillo propone ai collezionisti e al grande pubblico ...

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"Metallo Vivo", l'essenza della forma nel progetto di Dalprato

(Binario, 2016 © Paolo Dalprato)

In anteprima italiana, la mostra fotografica “Metallo Vivo” si compone di 30 fotografie in grande formato, prevalentemente macro e primi piani, in cui a essere protagonista è il metallo. Attraverso un bianco e nero dai forti contrasti, il fotografo trasfigura gli oggetti esaltandone le geometrie invece che la funzione, facendogli così perdere la loro identità originaria di strumenti per dargliene una del tutto nuova di forma pura. Paolo Dalprato, specializzato in fotografia industriale, di ritratto, spettacolo, architettura e paesaggio è conosciuto dal pubblico affezionato alla musica classica per le sue immagini dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con cui ha collaborato per alcuni anni. “Metallo Vivo” è anche inserita in Milano Photofestival edizione 2017.

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"Future City", il nuovo progetto di Roberto Polillo alla Bocconi Art Gallery

(Dubai, Downtown Dubai con il Burj Khalifa, 2016, © Roberto Polillo)

Roberto Polillo espone in anteprima alla BAG - Bocconi Art Gallery di Milano il suo nuovo progetto dedicato alla città del futuro. Curata da MIA Photo Fair in collaborazione con BAG - Bocconi Art Gallery, introdotta da un testo di Alessandro Luigi Perna, l’esposizione mette in mostra le immagini scattate in alcune delle metropoli del mondo in più rapida trasformazione come se gli edifici ritratti appartenessero a un’unica grande città che è nello stesso tempo sintesi e manifesto dell’immaginario architettonico e urbano dell’uomo contemporaneo. Realizzate con tecnica ICM – Intentional Camera Movement - che prevede tempi lunghi di ripresa, il movimento della macchina fotografica durante lo scatto e un accurato lavoro di post-produzione – le immagini di Polillo sono affascinanti e suggestive rappresentazioni pittoriche della realtà di grande impatto iconografico.

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Antonella Sacconi, le "Nude Forme" dell'architettura contemporanea in anteprima a La Casa di Vetro

(ArchiStar, Space Needle - EMP Building, Seattle, 20 agosto 2015)

In anteprima italiana, si inaugura sabato 12 novembre 2016 dalle 15.30 alle 19.30 a La Casa di Vetro di Milano la mostra “Antonella Sacconi. Nude Forme. Geometrie dell’architettura contemporanea”. Curata da Alessandro Luigi Perna e organizzata da Eff&Ci - Facciamo Cose, in programma fino al 20 novembre, la selezione di circa 30 fotografie in grande formato di Antonella Sacconi, quarta classificata al premio internazionale Wiki Loves Monuments Italia nel 2014 e dal 2015 entrata nella scuderia della prestigiosa galleria Alidem - L’arte della fotografia, vuole essere un percorso grafico, estetico e metafisico all’interno dell’architettura contemporanea.

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Le fantasmagoriche "Visions of Venice" di Roberto Polillo alla Fondazione Stelline"

Dal 13 ottobre al 13 novembre 2016 alla Fondazione Stelline di Milano, Roberto Polillo, conosciuto dal grande pubblico per i suoi ritratti fotografici di musicisti jazz realizzati negli anni '60, mette in mostra "Visions of Venice", primo capitolo di “Impressions of the World”, il suo decennale progetto, tutto realizzato con tecnica ICM - Intentional Camera Movement, che ha per obiettivo di catturare il Genius Loci di città e paesi del mondo. Esposta in anteprima ai Tre Oci di Venezia, curata da Alessandro Luigi Perna e introdotta da un testo di Denis Curti, tratta dall’omonimo volume edito da Skira in distribuzione internazionale, la mostra è arricchita da citazioni su Venezia scelte dalle opere di scrittori famosi. A ispirare l’universo estetico e culturale di Polillo è la fotografia pittorialista, le opere orientaliste dei pittori viaggiatori dell'800 e poi i grandi movimenti artistici della pittura moderna e contemporanea.

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Roberto Polillo a Expo Gate con "Contemporary City"

Le città contemporanee sono tutte uguali? C’è differenza tra New York, Miami, Mexico City, Bangkok, Hong Kong e Milano? I grattacieli hanno un Genius Loci? Sono luoghi di aggregazione o disgregazione? Sono monumenti al potere dei notabili oppure rappresentano le aspirazioni di grandezza anche del popolo? Oppure e ancora rappresentano solo l’eterna sfida tra l’uomo e la natura che ogni cultura interpreta a modo proprio? È partendo da queste domande che Roberto Polillo fotografa le megalopoli del presente alla ricerca della loro anima, della loro estetica, del loro passato e del loro futuro. E le propone sottoforma di video proiezione a Expo Gate il 3 e il 4 settembre 2016 ad Abitare la Città - Abitare la Terra, evento inserito all'interno del programma della XXI Triennale di Milano.

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A La Casa di Vetro anteprima di "Nicola Ughi. Sedicinoni: la realtà in formato cinetelevisivo"

(Genets, Francia, vacanzieri, agosto 2012)

Sabato 14 maggio 2016 dalle 15.30 alle 19.30 inaugura a La Casa di Vetro di Milano la mostra “Nicola Ughi. Sedicinoni – La realtà in formato cinetelevisivo”, curata da Alessandro Luigi Perna e organizzata da Eff&Ci Facciamo Cose. In programma fino al 22 maggio, inserita nella manifestazione Photofestival 2016, la selezione di circa 30 fotografie in grande formato di Nicola Ughi - accompagnate ciascuna dalle poesie di Matteo Pelliti, poeta e autore che ha collaborato tra gli altri con Simone Cristicchi e Moni Ovadia - proietta davanti ai nostri occhi la realtà in una prospettiva particolare: quella del formato cinetelevisivo, un taglio delle immagini che fa parte del nostro immaginario iconografico collettivo contemporaneo. A spiegare la sua scelta stilistica è lo stesso autore: “Ho sempre voluto tagliare alcune delle mie foto – spiega - in un formato che viene usato solo in genere per il video: il 16/9. È il formato panoramico del cinema e della televisione. Una suggestione visiva che in qualche modo trasfigura geometricamente lo spettacolo del mondo”.

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Towers of Miami di Roberto Polillo in anteprima al MIA 2016

(Towers of Miami #1, 2015, foto di Roberto Polillo)

Con la mostra al MIA FAIR 2016 di Milano dedicata allo skyline di Miami, è presentato in anteprima un nuovo capitolo di “Impressions of the World”, il progetto pluriennale, tutto realizzato con tecnica ICM, che ha per obiettivo catturare il Genius Loci di città e paesi del mondo ispirandosi ai pittori viaggiatori dell’800. I grattacieli di Miami, nello sguardo di Polillo, sembrano giganteschi cupi castelli medievali dalle architetture fantascientifiche. Una metafora dello spirito dell’uomo occidentale: ora cupo e gotico, ora luminoso e visionario, costantemente in sfida con la natura e con sé stesso, impegnato in uno sforzo continuo di rimodellare il mondo e la sua storia.

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In anteprima internazionale ai Tre Oci della Giudecca le "Visions of Venice" di Roberto Polillo

(Il campanile di San Marco e le Procuratie Nuove, Piazza San Marco, 2015 © Roberto Polillo)

Alla Casa dei Tre Oci della Giudecca il fotografo Roberto Polillo, conosciuto dal grande pubblico per i suoi ritratti di musicisti jazz realizzati negli anni '60, mette in mostra in anteprima internazionale "Visions of Venice" dopo averne mostrato un piccolo estratto al MIA 2015. Inserita all'interno della manifestazione Tre Oci - Tre Mostre, curata da Alessandro Luigi Perna e introdotta da un testo di Denis Curti, la mostra è arricchita da citazioni su Venezia tratte dalle opere di scrittori internazionali ed è accompagnata da un volume di Skira. "Visions of Venice" è il primo capitolo di "Impressions of the World", il progetto ormai decennale diPolillo, tutto realizzato con tecnica ICM - Intentional Camera Movement, che ha per obiettivo di catturare il Genius Loci di città e paesi del mondo. A ispirare il suo universo estetico e culturale le opere dei pittori viaggiatori dell'800 (e in particolare gli orientalisti) e poi Delacroix, Matisse, Renoir, Van Gogh, Turner, De Chirico ...

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In anteprima a Milano "Dal Palco. Paolo Dalprato. Due anni con laVerdi"

(Il M° Riccardo Chailly - Direttore onorario de laVerdi durante le prove dell’Ottava Sinfonia di Mahler presso “MICO” – Milano Congressi. 15 novembre 2013. Foto di Paolo Dalprato)

Mercoledì 18 marzo 2015, dalle ore 18.00, inaugura la mostra “DAL PALCO. Paolo Dalprato. Due anni con laVerdi”. Curata da Alessandro Luigi Perna e Federica Candela, un progetto di Eff&Ci - Facciamo Cose e prodotta dalla Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, la mostra espone fino al 3 maggio 2015 una selezione di 78 immagini tratte dall’archivio fotografico di Paolo Dalprato, fotografo ufficiale dell’istituzione musicale milanese. Un percorso che non comprende la più che ventennale vita e vitalità dell’Orchestra milanese e delle molteplici formazioni artistiche che man mano sono nate -dal Coro sinfonico voluto e formato dall’indimenticabile Romano Gandolfi a quello delle Voci Bianche; da laBarocca creata e guidata da Ruben Jais a laVerdi per tutti, per citarne solo alcune- ma che vuole disegnare un ritratto di quello che oggi è laVerdi. Un poliedrico insieme di persone e di emozioni che vivono la musica e la condividono con un pubblico di tutte le età; un pubblico che da anni viene alla splendida casa dell’Orchestra - l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - per assaporare grandi nomi della musica interpretati da celebri bacchette internazionali e per scoprire spesso nuovi protagonisti ...

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Michel Comte. Crescendo fotografico

(Carla Bruni, Vogue Italia, 1996)

La Triennale di Milano dal 10 maggio al 3 luglio 2011 presenta una grande mostra dedicata a Michel Comte. A cura di Walter Keller con Alessandro Luigi Perna (che del progetto è anche promotore), dal titolo “Michel Comte. Crescendo fotografico”, l’esposizione ripercorre la carriera di uno dei più grandi fotografi di moda e ritrattisti contemporanei. Nato nel 1954 a Zurigo, Michel Comte apprende da autodidatta l’arte della fotografia. Nel 1978, Karl Lagerfeld ne intuisce l’enorme talento e decide di correre il rischio di affidargli le campagne pubblicitarie per le case di abbigliamento di Ungaro e Chloé...

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Not only women by Michel Comte

((Penelope Cruz, Premiere Magazine, 2001))

Dal 20 novembre 2010 al 23 gennaio 2011 al Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art si terrà in anteprima in Italia la mostra "Michel Comte. Not only women". Evento principale del programma del Lu.C.C.A. ed esposizione di punta del LDPF (Lucca Digital Photo Festival), la mostra porta nel nostro paese 60 immagini di uno dei più grandi ritrattisti e fotografi contemporanei...

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I volti di Bergman

(Max von Sydow nel film Passione del 1969 in una foto di Everett Collection/Contrasto)

Ingmar Bergman (1918-2007) è uno dei più eclettici, geniali e prolifici artisti del Novecento. La sua straordinaria produzione creativa ha conquistato il pubblico e la critica cinematografica di tutto il mondo, ottenendo premi e riconoscimenti nei maggiori Festival internazionali. Le sue regie teatrali hanno fatto scuola e lasciato le tracce inconfondibili di un grande maestro della scena. Significativa anche la sua opera come regista di film televisivi, autore di pièces teatrali e di sceneggiature per il cinema. La mostra dal titolo I volti di Bergman (1–11 aprile, Fondazione Riccardo Catella), curata da Pier Giorgio Carizzoni e Alessandro Luigi Perna, ripercorre la vasta produzione cinematografica del regista sottolineando, con immagini di scena o tratte dai fotogrammi dei suoi film, l’attenzione che Bergman poneva nella costruzione delle inquadrature e dei suoi indimenticabili primi piani. A fianco del corpo principale dell’esposizione, che propone immagini degli attori più importanti del cinema di Bergman (la stessa Bibi Andersson, Harriet Andersson, Liv Ullmann, Max Von Sydow, Ingrid Thulin, Erland Josephson, etc.), una carrellata di ritratti del regista in pubblico e sui set cinematografici, televisivi e teatrali.

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A Bologna La Dolce Vita a Cortina

(Alberto Sordi si dispera davanti allo specchio portatile della troupe durante una pausa delle riprese del film Vacanze d’Inverno del 1959)

Una mostra e un catalogo, realizzati con gli archivi di una delle più famose agenzie di fotogiornalismo dell'epoca, celebrano il periodo che ha fatto di Cortina il centro della mondanità internazionale mostrando la maggior parte dei divi e dei protagonisti che l’hanno resa famosa nel mondo negli anni del boom economico. Cortina, 1958: “Brigitte Bardot? Una ragazza da fiaba”. Così esordisce il fotoreporter Giancolombo in una intervista di un vecchio giornale in cui racconta il servizio esclusivo sull'attrice che realizzò a Cortina per Paris Match. “Quando devo definire qualcosa di eccezionale e bello penso sempre alle fiabe dei bambini, alle fate che appaiono improvvisamente nei boschi. Brigitte Bardot era così!” Una fata che gli apparve improvvisamente sul gran vialone dell’albergo Miramonti a Cortina. Con Brigitte Bardot aveva un feeling e un’intimità tutta speciale. Perché Giancolombo sapeva quale classe distingueva un semplice paparazzo da un grande fotoreporter. Lui regalava fiori mentre gli altri si accalcavano vocianti e sgomitando per rubare immagini. La prima volta che incontrò B.B. fù a Cannes. Era stato Vadim a presentargliela, allora inviato di Paris e Match, giornale di cui Giancolombo era corrispondente dall' Italia.

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L' Avventura Africana di Robecchi Bricchetti

(Donne e ragazzine Afar nel Corno d'Africa)

Avventura Africana è un’esposizione con una genesi tutta particolare. A partire dal titolo, che nel progetto originario era molto più generico. Ma dopo i primi approfondimenti, infatti, più la ricerca iconografica andava avanti e più ci si accorgeva che le immagini che venivano visionate erano prodotte da fotografi che spesso le realizzavano in condizioni estreme in zone del pianeta spesso inesplorate e perciò potenzialmente pericolose. E’ maturata perciò la coscienza che alla fotografia di viaggio originaria dovesse essere associata la dimensione dell’avventura, e che questa dimensione fosse necessario che venisse comunicata attraverso le immagini esposte. Qualcosa d’altro fu chiaro: molte delle fotografie ritraevano un mondo, umano e geografico che da lì a poco sarebbe scomparso. Quando ci si è imbattuti nella collezione Robecchi Bricchetti, messa insieme proprio da uno dei protagonisti dell’epoca - l’esploratore pavese della Somalia Robecchi Bricchetti per l’appunto – ci si è subito resi conto di avere tra le mani proprio il materiale che permetteva di comunicare al pubblico tutto ciò che voleva dire la fotografia di viaggio delle origini, e tutta la modernità che già essa aveva in sé e che la rendeva assimilabile al reportage contemporaneo. La Collezione è diventata perciò la mostra che si voleva realizzare. E Avventura Africana il suo titolo.

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Campioni del Mondo, la storia della Nazionale Italiana di calcio

(La prima volta della nazionale italiana con la divisa ufficiale – Arena, 1911)

Quasi 100 anni di storia. Di gol e di parate, di vittorie e di sconfitte che sono diventate memoria storica, patrimonio genetico di un popolo che di pane e pallone vive da più tempo di quanto non si creda. Cento immagini. Per raccontare un percorso attraverso cui sono passati i nostri nonni, i nostri padri, generazioni di tifosi, di appassionati, di semplici curiosi. Edite e inedite. Celeberrime e sconosciute. Che raccontano imprese, protagonisti, folle anonime quanto trepidamente partecipi di un gioco che, per fortuna, è riuscito a lungo a rimanere sport prima di degenerare in business. Curata da Alessandro Luigi Perna, la mostra è stata realizzata nel 2002 in corrispondenza con i mondiali di calcio in Giappone – Corea del Sud con le immagini degli archivi della Fondazione Museo del Calcio della Federazione Italiana Giuoco Calcio con sede al Centro Tecnico della Nazionale di Coverciano a Firenze – la massima istituzione culturale per quanto riguarda la documentazione iconografica sulla nazionale italiana nel nostro paese. Curatore dei testi della mostra è Gigi Garanzini, uno dei più importanti giornalisti sportivi italiani. Alla conferenza stampa e inaugurazione della mostra nel 2002 sono intervenuti Enzo Bearzot, l’allenatore che condusse l’Italia in Spagna nel 1982 alla vittoria dei mondiali, Giuseppe Bergomi, il più giovani dei giocatori che andò in Spagna, e Tarcisio Burgnich, eroe dei mitici mondiali italiani in Messico nel 1970.

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